Pagina:Penombre.djvu/12

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10 PENOMBRE


Tu prevedevi un serto alle mie chiome,
     Io per te meditavo un paradiso;
     Tu inghirlandavi d’alloro il mio nome,
     Io d’amor sempiterno il tuo sorriso....
     20Tu prevedevi un serto alle mie chiome!

O sante gioie, o speranze divine!
     Che ce ne resta, o mia donna, a quest’ora?
     Ma non è tutto, non è tutto spine
     L’oggi, se, uniti, sussurriamo ancora:
     25O sante gioie, o speranze divine!
 
Rifioriran, mia mesta giovinetta,
     Rifioriranno quei tempi d’amore;
     E tu lo sai, dagli angeli protetta,
     Tu che sei buona, e che preghi il Signore;
     30Rifioriran, mia mesta giovinetta!

Nessun ci toglie un angolo di terra
     Dove, esperti del cuore e della vita,
     Dimenticar degli uomini la guerra,
     E prepararci insieme alla partita!
     35Nessun ci toglie un angolo di terra.

O pace, o solitudine, o dolcezze!
     Ti rivedrò seduta al focolare,
     Sognerò ancora fra le tue carezze;
     E il lieto grillo ci sarà compare:
     40O pace, solitudine, o dolcezze!