Pagina:Pensieri e giudizi.djvu/191

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SAGGEZZA ANTICA 173

190Per tema i più, non per bontà, son buoni.
Chi vuol giovar, nè può, ben è infelice.
Medicina è un dolor che un dolor cacci.
Nascer puote il pudor, ma non s’insegna.
Cui non piega il pudore, il timor frange.
195Chi a troppi vuol piacer, nulla mai nega.
Chi imputa altrui sue colpe, oh quanto è tristo!
Qual sei, non quale altri ti estimi, importa.
Chi non ha mio nè tuo, tranquillo vive.
Chi fede serba, ovunque vuol, perviene.
200Chi povero è davver? chi si tien ricco.
Chi a sè non vive, ben agli altri è morto.
Sempre beata la bontà s’estima.
Cauto sè chiama il vil, parco l’avaro.
Toglie a sè, nulla dà chi dona ad un morto.
205Ben imparar, senza ben far, non giova.


Fine