Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/14

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Nel giorno successivo, 18 Settembre 1885, il Senatore Gadda, Prefetto di Firenze, avvertiva il Sindaco che il Ministero della Pubblica Istruzione gli aveva scritto, facendo plauso alla generosa offerta della Giunta Municipale di Firenze, e dichiarando di essere pronto a fare gli opportuni uffici presso il Ministero delle Finanze e quello del Tesoro per Vattuazione del grandioso disegno.

Proseguiva così l’esimio Capo della Provincia:

«Intanto (il Ministro) mi ordina di fare eseguire dal Genio Civile una stima sommaria del Palazzo dei Giudici, della rimanente parte del fabbricato della Biblioteca che dovrebbe cedersi all’Archivio di Stato, e dell’area offerta da codesto Comune; m’incarica quindi di stabilire preliminarmente, di accordo colla S. V. Ill.ma e col Prefetto della Biblioteca Nazionale, i patti principali della futura Convenzione da conchiudersi fra gli enti interessati.»

Difatti, il 31 Ottobre successivo, l’onorevole Sindaco trasmetteva al Prefetto lo schema della Convenzione, preceduto da queste parole molto significanti:

«Volendo assecondare gli intendimenti del Regio Governo, che, a mezzo della Commissione d’inchiesta sulle Biblioteche italiane, nominata per conto del Parlamento, ha già riconosciuto la necessità di dare una sede più conveniente alla Biblioteca Nazionale di Firenze...»

Dicevasi nell’articolo 5 della Convenzione che lo Stato si obbligava a costruire il nuovo palazzo della Biblioteca nel termine di quattro anni.

Era proposta altresì una clausola, secondo la quale il prezzo dell’area sarebbe stato restituito dal Governo al Comune, qualora si fosse mutata la destinazione del