Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/27

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500 mila lire, il Consiglio deliberava di chiedere alla Cassa dei Depositi e prestiti un altro mezzo milione da aggiungersi ai 5 milioni presi a mutuo per il riordinamento del centro.

Nell’atto di partecipare al governo la nuova concessione del Comune, il Sindaco scriveva, l’11 Marzo 1890, al Ministro della Pubblica Istruzione:

«Con questa deliberazione il Consiglio ha soddisfatto alle condizioni poste dal Ministero per continuare le pratiche necessarie alla costruzione del palazzo della Biblioteca.»

La generosità del Comune.

Nuovi affidamenti.

Che cosa avrebbe potuto fare di più il Municipio per giungere a quel massimo limite di generosità, verso il quale lo spingeva il Governo, promettendo che non avrebbe mancato di ben corrispondere, dal canto proprio, a tanta abnegazione?

Si compiaceva molto il Ministro Boselli della notizia datagli dal Sindaco circa l’area donata.

E, siccome nella deliberazione del Consiglio domandavasi che, in compenso del cospicuo dono, fosse ceduto al Comune, dopo la costruzione del nuovo edificio, il cortile annesso al padiglione dei Veliti e parte del fabbricato demaniale ora occupato dalla Biblioteca Palatina, in via Castellani, il Ministero della Pubblica Istruzione esigeva subito dal Comune un altro sagrificio.

Scrivevasi, difatti, nella lettera del 19 Marzo 1890:

«Ma ad assicurare pienamente le Gallerie e gli Archivi da ogni pericolo di incendio, necessiterebbe