Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/30

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Riferendosi il 28 Aprile 1891 alle obbiezioni sollevate nell’ultima lettera del Ministro, il Sindaco proponeva di adottare, nell’area già proposta, il sistema seguito per l’edificio della Università di Lipsia, costruendo, cioè, per acquistare spazio, due piani nella facciata principale e, per i magazzini, tre piani ai lati.

Venuto al potere l’illustre Pasquale Villari, con la sua altissima competenza e col suo fervido affetto per la nostra città, che tanto gli deve, come eminente scrittore della storia fiorentina dichiarava il 6 Giugno 1891, in una lettera al Sindaco:

«Mi avvedo che con lo studiare e ristudiare si va molto in lungo.»

Ordinava perciò l’insigne uomo che fosse preparato il progetto definitivo ; e dichiarava nella sua nobile lettera al Sindaco di Firenze:

«Augurandomi che il nuovo studio porti alla soluzione da tanto tempo attesa, intanto ringrazio lei del vivo interesse e dell’ opera con cui mi seconda, per riuscire alla definizione della controversia.»

Quando l’on. Villari lasciava il portafoglio della Pubblica Istruzione, nel Maggio 1892, tutto sembrava ormai definito.

Succeduto alla Minerva l’on. Ferdinando Martini, il Sindaco, memore dei giudizi pronunciati nel 1882 dalla Commissione d’inchiesta di cui il nuovo Ministro faceva parte, delle dichiarazioni da lui ricevute quando fu la prima volta al governo, e delle sue pubbliche affermazioni nella lettera al direttore della Nazione, gli esponeva lo stato a cui era giunto il lungo scambio di comunicazioni col Governo per il palazzo della Biblioteca, e gli augurava che il compimento di quest’ opera nazionale costituisse uno dei vanti della sua ammini-