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Pochi giorni dopo perveniva all’on. Sindaco questa lettera:

Roma, 17 Aprile 1890.

Mi reco a premura di avvisare la S. V. 111.ma che Ting. cav. Leopoldo Mansueti si recherà a Firenze per fare gli studi del disegno di una nuova sede della Biblioteca Nazionale, su l’area per ciò offerta da codesto Illustre Municipio.

D’ordine del Ministro.

Il Direttore Capo della Divisione

G. Ferrando.


Contemporaneamente, il Sindaco di Firenze rivolgevasi al Sopraintendente dell’Archivio di Stato, invitandolo ad esprimere il suo giudizio sullo stato della Biblioteca, e sulla necessità di fornire all’Archivio medesimo locali più vasti, e di preservarli da ogni pericolo di incendio.

Rispondeva così, il 19 Aprile 1890, l'illustre Gaetano Milanesi:

«Io mi trovo nella necessità di apprezzare quanto altri, e più che altri, i generosi sforzi e le assidue, intelligentissime cure di chi tanto degnamente presiede a codesta solerte amministrazione, dirette a conseguire una formale quanto sollecita risoluzione dell’affare.»

Intanto, il Ministero mutava avviso relativamente all’area; e il 6 Giugno 1890 domandava un terreno più ampio e più costoso.

Fece allora considerare il Sindaco, conte Guicciardini, con la risposta del 24 Giugno, come non fosse consentito al Comune di esaudire questa nuova richiesta.

Tornato alla direzione degli affari comunali chi ha oggi l’onore di presiederli, non tardava a domandare premurosamente che si chiudesse il periodo delle parole promettenti, per iniziare quello dei fatti.