Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/32

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 32 —


nale, nel culto della scienza, delle lettere, della storia e dell’arte.»

Il Gabinetto che si ritirò nel Marzo del 1896 era sul punto di dare attuazione all’antico disegno, in seguito alla visita dell’on. Costantini, Sottosegretario di Stato nel Ministero della Pubblica Istruzione.

La relazione dell’on. Costantini.

Con la più lodevole sollecitudine, l’onorevole deputato di Teramo, al quale dobbiamo essere grati, presentava, il 25 Novembre 1895, al Ministro la sua relazione, di cui riproduciamo la prima parte:

Obbedendo agli ordini di V. E., mi recai in Firenze per studiare da vicino l'antica questione della Biblioteca Nazionale che tanto interessa quella città. Sono ora in grado di riferirle brevemente le mie impressioni e i miei giudizi.

La Biblioteca Nazionale fiorentina ha sede in un caseggiato contiguo al Palazzo degli Uffici col quale fa corpo, e dove hanno sede l’Archivio di Stato e la Galleria.

Questo caseggiato, oltre all’essere sconnesso e a più piani, è costituito, a parte il gran salone di lettura, da una serie di stanze anguste, poco luminose e quasi tutte inservienti le une alle altre.

Esse sono così fattamente piene di codici, cimelii, incunaboli, libri, manoscritti e carte di ogni maniera che l’aria non vi giuoca liberamente, e gli stessi impiegati vi si muovono a disagio.

Molte ricche collezioni si vedono ammucchiate per terra o disposte sopra tavole messe per lungo e per traverso, non già per mancanza di cura, ma per assoluto difetto di spazio. È quindi naturale che, comunque abilmente e dottamente diretta, la Biblioteca è ancora lontana da quell’ordinamento che la disciplina e la speditezza del servizio richiederebbero.

Nè questo è tutto. Il peggio è che con tale disposizione e con tanto cumolo di suppellettile letteraria, se per malaugurato accidente vi si appiccasse un incendio, per la peculiare condizione del luogo non un libro si salverebbe.