Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/38

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persuaso della situazione, saprà trovare un temperamento che, senza togliere alla soluzione della detta quistione il benefizio del concorso del Comune, possa rimandarne a tempo più opportuno l’esecuzione.

Con perfetta osservanza,

Il Ministro

f.o Pelloux.


Ferito da questa dichiarazione inaspettata, il Sindaco ne dava parte al Consiglio comunale, il 10 Ottobre u. s., riepilogando le fasi dei progetti governativi. Riferiva di avere, pochi giorni prima, suggerito al Governo, pur di ottenere una soluzione, che domandasse una proroga della concessione del terreno, oppure aprisse le trattative per un’altra area, come quella del quartiere di S. Jacopo, dove si reclama l’opera risanatrice. Ma aggiungeva che non era valso nemmeno tutto questo perchè il Governo prendesse una risoluzione positiva:

« Noi abbiamo offerto, diceva, il Sindaco, oltre il terreno, che ognuno sa quanto costi al Comune, come è pur noto quanti danni abbia arrecato alla città nostra il lasciarlo cosi a lungo infruttifero e disordinato, anche un piano finanziario che permetteva al Governo di costruire la Biblioteca, repartendone la spesa sui bilanci dell’Istruzione, dell’Interno, ed eventualmente dei Lavori pubblici e del Tesoro, in un periodo di diciannove anni, e con delle rate che non avrebbero oltrepassato le 120,000 lire all’anno, e ciò mercè il buon volere e la buona disposizione che la nostra benemerita Cassa di Risparmio m’aveva addimostrato nelle trattative che ebbi a tale scopo con essa. Io ho insistito moltissimo presso il Governo per fargli valutare quanto danno poteva venire allo Stato col ritardare la soluzione di tale questione, non solo per i pericoli continui che corrono tre edilizi d’importanza grandissima per la custodia di tesori preziosi conservati nella Galleria degli Uffizi, negli Archivi di Stato, nella Biblioteca Nazionale, ma anche perchè il Comune aveva tenuto per tanti anni quel terreno a disposizione di esso, e non avrebbe potuto poi facilmente indursi a fare altre concessioni, se di questa si faceva cosi facilmente getto; e