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Dall’on. consigliere Pratesi era proposto un vibrato ordine del giorno.

L’on. consigliere avv. Pucci sostenne l’ordine del giorno proposto dal principe Corsini.

Replicava l’on. consigliere avv. Rosadi, il quale, ripetendo che l’atto del Sindaco era «nobile, giustissimo», si pronunciava favorevole all’ordine del giorno Piccioli-Poggiali, da lui firmato, con altri, e così concepito:

Il Consiglio,

Udite col più vivo rammarico le comunicazioni del Sindaco e della Giunta.

Deplora vivamente che una città così benemerita della cultura e della causa nazionale non trovi giustizia nemmeno quando reclama l’adempimento di promesse, nemmeno quando reclama la tutela del suo patrimonio artistico-letterario, che è patrimonio dell’intera nazione;

delibera

di non accettare le dimissioni del signor Sindaco e della Giunta, pronto, ove accorra, a rendersi solidale pienamente con loro.

C. Chio blockcchini Enrico Pegna P. Del Greco

L. Piccioli-Poggiali Giovanni Rosadi Giovanni Ciofi

Gaspero Capei.

L’on. consigliere Tommaso De Cambray-Digny, deputato del II collegio di Firenze fece plauso alla nobile e giusta condotta del Sindaco e della Giunta, proponendo egli pure che non si prendesse atto delle dimissioni.

L’on. principe Corsini modificò infine il suo ordine del giorno, d’accordo col consigliere Rosadi; e, ritirati tutti gli altri, fu approvato all’unanimità un voto formulato in questi termini: