Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/8

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Vasari, Galileo e i suoi insigni discepoli, fino agli scrittori più eminenti del secolo nostro: Vittorio Alfieri, Romagnosi, Giacomo Leopardi, Giordani, Giusti, Tommaseo e Guerrazzi.

I giudizi del Governo sui locali della Biblioteca.

La Galleria e l’Archivio di Stato.

Facciamo ora conoscere quale severo giudizio abbiano pronunciato le autorità dello Stato, a cui appartengono questi tesori, circa la loro sistemazione.

La Monografia ufficiale sulle Biblioteche italiane, già citata, a pag. 24 e seguenti del volume secondo, occupandosi della Nazionale Centrale di Firenze, confessa:

«Per la ristrettezza ed insufficienza del locale non è possibile destinare una sala alle opere di consultazione...»

«La Biblioteca, nonostante il suo grande e continuo incremento, non ha palchetti vuoti per collocare i libri nuovi. Per ora si ricorre a compensi. La scarsezza e ristrettezza del locale è grandissima, e nuoce all'ordinamento dei libri ed al pubblico servizio.»

Dal 1894 in poi, tale ristrettezza è divenuta sempre più insopportabile; tanto che alla fine del 1898 fu mestieri che si cominciasse a collocare i libri sui pianerottoli delle scale interne della Biblioteca!

Più oltre, la medesima Relazione del Governo accenna alle trattative col Comune di Firenze, e afferma che, attuando le ultime proposte del 1891, «la Biblioteca avrebbe finalmente potuto avere un ordinamento