Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/127

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stabilimento buon numero di focaccie, maniera di pasta affatto trentina e meglio gradita del panettone di Milano. Merita pure d’essere ricordato Giuseppe Kofler che introdusse in Trento varie specie di pani e paste molto saporite, e che persiste a progredire nell’arte sua approfittando di ciò che si pratica anche in lontani paesi.

Paste.


Gaspare Costanzi, successore del defunto Fronza, il primo che aperse in Trento una fabbrica di paste imitanti i prodotti genovesi e napoletani, nello spazio di oltre trent’anni dacchè assunse questa impresa v’introdusse notevoli miglioramenti, fra’ quali tre torchi di ferro fuso e una maciulla di tale efficacia da produrre circa due centinaia di paste in un’ora. I saggi spediti alla esposizione aperta già da parecchi anni in Venezia furono riconosciuti degni di onorevole menzione. Cristano Battistoni fornisce anch’egli scelte qualità di paste.

Salumerie.


Le nostre carni porcine preparate non solo corrispondono ai bisogni del paese, ma se ne spaccia una vistosa quantità nell’Illirio e in Germania, ove si commerciano sotto il nome abusivo di salame veronese, ingiustizia che nuoce al vero merito d’un nostrano prodotto. Abili confettori che accreditano questa lucrosa industria sono Petrolli, Malfatti, Calderari, Battistoni, Cavagna e qualche altro.

Sego.


Una nuova impresa sorta da umili principii e che a gradi s’ingrandì è la fabbrica di candele di Bortolotti Giovanni Battista, al quale mercè una progressiva