Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/161

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ciata di casa Salvetti nella contrada di S. Marco ben conservati lavori del Brusasorci rappresentanti una battaglia de’ Romani, e la continenza di Scipione con alcune figure allegoriche. Questi dipinti furono ripuliti alcuni anni fa, ma sarebbe provvido consiglio il levarli pria che patiscano guasti o scompariscano come avvenne di molti esposti all’aperto. Si ammirano pochi residui sulla facciata di casa Cazzuffi, che per tradizione si ascrivono a Latanzio Gambura genero del Romanino. Fra gli affreschi in parte cancellati o sdrusciti ricorderemo i bellissimi del Palazzo delle Albere eseguiti nel 1530 da Girolamo di Arieste, e fra i notevoli ancora conservati quelli delle due case Voltolini in Piazza del Duomo di Marcello Tigolino di Vicenza.

Degno di molta considerazione per l’antichità e strana maniera di foggiare le figure che sembrano stecchite è il dipinto del Duomo colorito sul muro alla estremità della navata a sinistra presso l’altare della B. V. Immacolata, opera anteriore al rinascimento della pittura in Italia, probabilmente del secolo XIII. A quale avvenimento si riferisca la scena rappresentata è un mistero non ancora dilucidato dagli storici o dai cronisti del paese. Uno de’ più cospicui affreschi trovasi nella vecchia chiesa di Sardagna.

Nella chiesa di S. Maria Maggiore, di cui abbiamo altrove discorso, oltre la classica cantoria del Vicentini, vi si conservano ragguardevoli pezzi d’arte. Sopra l’architrave del portale fa bella mostra di sè un affresco di ottimo gusto, poco fa ripulito, in occasione che si ristaurò la porta maggiore del tempio. É squisita Opera del 500, probabilmente del Romanino, la pala dell’altare rappresentante l’Epifania, ammirabili il dipinto dei Dottori, la pala rappresentante la natività di Giovanni Battista del Cignaroli, e quella dell’altar maggiore di Pietro Ricchio (1664). Il quadro che ritrae il


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