Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/51

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pio non corrisponda alla proprietà dell’interno, meno poi all’ampia e bella contrada che si spiana di fronte, ed al grandioso atteggiamento del Duomo, che spicca dalla piazza sull’altra estremità della via. Grave sconcio di questa facciata è il finestrone che comincia ad aprirsi sotto il capitello del primo ordine di colonne. Sono pregevoli i marmi di vari colori che incrostano le pareti. Sarebbe pur cosa commendevole, che questa facciata, la prima che dà nell’occhio del viaggiatore che entra in Trento a mezzo della ferrovia, armonizzasse coll’interno.

Questo tempio è opera dei Gesuiti, introdotti in Trento nell’anno 1630, sotto Carlo Emmanuele Madruzzo, ad istanza dell’imperatore Ferdinando II, per opera del loro generale Gesoino Nichel. Presso alla chiesa si trova il Seminario vescovile, ampio e solido edificio, che serviva di convento agli stessi Gesuiti. Per opera del vescovo Francesco Saverio Luschin fu ai dì nostri ampliato questo edificio verso occidente, distruggendo la chiesa del Carmine, che abbelliva il luogo ove sorse la nuova fabbrica. Nella biblioteca del Seminario si custodiscono molti preziosi incunabuli ed un codice della Divina commedia.

L'Annunziata è una piccola ma elegante chiesetta situata in contrada Larga, presso la piazza del Duomo, ove si ammirano le quattro grandiose colonne di marmo rosso, tutte d’un pezzo. Si conserva in questa chiesa un dipinto di nessun conto artistico ma stimato come una memoria storica, rappresentando varie scene della peste che desolò la città di Trento nel secolo XVII. La pala dell’altare maggiore ov’è dipinta l'annunziazione di Maria, è un recente e apprezzato lavoro di Grigoletti. Nè deesi trasandare il dipinto dell’altare a destra della pittrice trentina Spaventi.

La chiesa di S. Marco, situata nella contrada