Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/113

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le ostriche di san damiano 101

quali ebbero la medesima buona accoglienza del pâté coi tartufi.

- Adesso, signore, io le porterò una quaglia arrostita con contorno di funghi....

Io ne avea già abbastanza e l'abituale mia sobrietà non eccedeva oltre a un piatto e un brodo a colazione: ma quel pâté avea malauguratamente allargato i posti del ventricolo e d'altronde il fermarsi lì alla minestra mi parea da pitocco. Vero è che le parole «una quaglia coi funghi» mi avevano dato l'idea di un prezzo vertiginoso e non conforme alla mia borsa.

Ma il cameriere che conobbe e lesse in volto il mio dubbio, si affrettò a dire:

- È una specialità della casa!

Come si poteva dir di no? E feci buon viso anche alla quaglia, la quale era degna della sua buona rinomanza e non ebbe altro torto se non quello di far scendere il livello del vino nel fiasco ed aumentare una certa nebbia nel mio cervello.

- Adesso basta, poi, signor mio! - dissi al cameriere quando, sparecchiato che ebbe gli avanzi della misera quaglia (chè nulla è più melanconico a vedersi dei residui del pasto) mi ebbe posto dinanzi un piattello che parea d'argento, dove sopra un fino tovagliuolo si