Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/121

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le ostriche di san damiano 109

arte non ne hai: tu sei un'ostrica. Me lo ricordo, sa?

Arrossii al ricordo delle squisitissime ostriche poco fa divorate, e me le sentii ancora vive coi loro gusci nello stomaco.

- Perdoni, proprio.... - dissi al colmo dell'imbarazzo.

- Macchè, lei diceva una santissima verità, - proseguì l'egregio Damiano: - erano i miei genitori che non la volevano capire: dovevo diventare un avvocato ad ogni costo, nobilitare con un titolo di dottore il nome della famiglia, e professori e lezioni in casa! ma già quel latino non mi andava giù, e a fare i còmpiti d'italiano sudavo freddo. E lei mi ha bocciato e ha fatto benissimo.

- Non mi ricordo, signore....

- Non si ricorda, signore, di una scenata che avvenne tra mio padre e lei? di quel deputato nostro avventore, che reclamò dalla presidenza gli scritti per portarli al ministero, della minaccia di reclamare un provvedimento?

Ora di fatto mi ricordavo: era stato l'onorevole...... Ma è meglio non farne il nome.

- E lei duro, - proseguì quel simpaticissimo Damiano, - volevano tirare il collo a due quattro e farli diventare due sei, e lei