Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/151

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Il recesso del Poeta e gli abatini savi 139


Io non risposi, e in verità di celiare e di parlare anche, non mi sentivo più la voglia. Avea un commovimento di dentro come se intorno a quel colle ci fosse stata sospesa qualche cosa dell'anima e della infinita passione del Poeta e io l'avessi respirata con l'aria.

Mi sedetti: l'abatino piano ritornò fra i suoi e il giovane fattore si sdraiò per terra rispettando il mio silenzio come avea rispettato l'abito talare e la dottrina dell'abatino.


Di sotto si stendevano gli spazi interminati, e quel verso:


Ed erra l'armonia per questa valle


riempiva tutto quell'infinito e vibrava per la profonda quiete la quale parea sentire la magìa di quel verbo presente come un suono che non tanto è nelle parole, quanto nelle cose.

Ma a quella passione che già mi aveva preso e mi trascinava come dicesse: “Vieni, e anche tu odi la voce dei sovrumani silenzi e piangi!„ riluttava con paura l'anima mia; però mi staccai da quell'abbraccio di fantasmi e volli filosofare e filosofai alcune cose.

Primieramente pensai: pigliate uno stu-