Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/154

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142 nella terra dei santi e dei poeti

nebbie si alzano, la prima cosa che si vede dal fondo è appunto il fiume.

- Adesso - veniva sempre dicendo con la sua voce piana e calma - montiamo per la via di Montemorello e ci troviamo subito di faccia al palazzo. Per questa via (una via deserta fiancheggiata da casupole con la scala all'esterno come in quasi tutte le case campestri della Marca) il poeta veniva fuori di raro per non farsi vedere, perchè je davano del gobbo e a lui je dispiaceva. Ci veniva più spesso d'inverno, perchè qui ce batte il sole anche l'inverno e a lui perchè era ammalato, je piaceva il sole. Lo chiamavano, se non sapete, il gobbetto di Montemorello, perchè questa qui è la parrocchia di Montemorello, anzi c'era un vecchio che si ricordava che quand'era ragazzino, lui je dava in segreto un baiocco perchè lui e gli altri ragazzacci non le gridassino dietro: “il gobbo di Montemorello!„ ed eccoci arrivati: Vedete lì? quello è il palazzo Leopardi, bello, eh? Dovete poi veder dentro! È come una reggia. Ci ha dormito anche il re 1; e questa è la piazzuola dove ha fatto la poesia del sabato del vil-

  1. Vi fu ospitato dall'illustrissimo signor conte G. Leopardi, in occasione di non so quali manovre, un nipote di S. M. il Re ucciso.