Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/171

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Un fantasma vero 159

mi rende stranio e timido alla vita progressiva e civile.

Era del Cadore quella fanatica, e a piedi era andata a Roma dal Papa per fare un'ubbidienza che avea avuto dal Crocifisso. Ma a Roma non avea avuto udienza. Ora da Roma andava a Loreto alla santa casa della Madonna che certo la avrebbe ascoltata. Gran cose avea da compiere! Il Crocefisso le avea insegnato a leggere l'Apocalisse. Doveva redimere il mondo. Ripeteva di continuo: “Capiscelo, fratello, el nostro Signor el ga dito: carità, dolcezza, amore! Ma el demonio vedendo che li omeni dorme, e lu no dorme, el ga fatto un'altra dottrina: l'una l'è la stretta de man, che passa sora i sette peccati, l'altra l'è la vanità, l'altra l'è la lussuria. Cadrà el sol e la terra, ma senza el biglietto dei diexe comandamenti no se va in paradiso. No lo sentio voialtri el soffio del Signor? Se 'l vol, pol buttar giù questi monti come mi butto via col piè questa polvere!„ Altre cose disse e mi insegnò per far miracoli, se voglio andare in paradiso, dei segni magici con un fazzoletto e mi comandò di andare da tutti i preti e da tutti i vescovi a dire che si sveglino, perchè oramai è giunto il tempo e il demonio ha compiuto la sua conquista.