Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/19

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leuma e lia 7

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— Ah, onorevole, come dovete essere felice voi! senza moglie, senza figli, senza fastidi: un mondo di quattrini: un portafogli in prospettiva! — sospiravano gli amici.

— Taci, — rispondeva Astese in tuono lugubre. — Sai tu cosa v’è qui dentro?

io mi sento simile al saltambanco
che muor di fame, e in vista ilare e franco
trattien la folla.

“Io allegro, io felice, io? — ripeteva poi talvolta a se stesso, specie nel silenzio mattutino della sua stanza. — Felice tu, miserabile?„ e si appuntava con volto tragico il dito contro la specchiera: ma poi gli veniva da ridere, guardandosi. “Va là, mato anca tì!„ concludeva vestendosi in fretta e facendosi “ciao„ nel suo inestinguibile dialetto veneto.


*


— In prima non c’è più posto, onorevole.... Le carrozze sono tutte occupate da una compagnia di americani che vanno a Roma a vedere il Papa....