Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/213

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e della signorina y*** 201

con Megera, io penso che finirebbe per innamorarsene. Anzi una volta il signor X*** avea notato un lento palpitare in quel seno, come un richiamo melanconico ad una giovinezza un po' lontana, ma non del tutto spenta: la qual scoperta avea finito col mettere il signor X*** di pessimo umore e avea dato tre volte al cameriere il titolo di ipocrita.

Insulto sanguinoso che non avea avuto altro risultato che di far stendere fino alle orecchie il sorriso del paziente tavoleggiante e fargli dire con voce melliflua:

- Il signor maggiore mi vuole onorare dei suoi scherzi!

Certo, anche il cameriere era un ipocrita, come il suo capitano, come tutti.

Vederlo con la mano sul petto, con quell'aria innocente, udirlo con quelle frasi convinte che asseveravano che tutto era di prima cottura, tutte le vivande fresche, preparate a posta per il pranzo, che bastava che il signor maggiore avesse respinto una vivanda perchè subito fosse cambiata!

Invece la signorina si accontentava di tutto: una minestra in brodo, un pezzo di bollito formavano di solito tutto il suo pasto. Però una volta anche la signorina aveva ordinato il medesimo arrosto di pollo che aveva chiesto