Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/231

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e della signorina y*** 219

chio maliziosamente femmineo che la donna conserva a tutte le età e con tutte le doti di saggezza e di studio; come a dire: “Avete di queste pretese?„

- Sì, sì, capisco, - disse il signor capitano che aveva ben capito, - è un assurdo, ma il povero maggiore è fatto così: sta a lei il mutarlo: egli si sente vecchio, dice che tutto lo perseguita, che le donne non lo vogliono più vedere; mentre invece il signor maggiore è ancora un bellissimo uomo, regge in sella per delle marcie lunghissime, è un patriotta di grandi benemerenze, è ricco, il che non guasta, potrebbe passar colonnello e anche generale se non fosse il suo umore deplorevole, di cui io stesso sopporto le conseguenze con animo pacato perchè conosco le sue qualità eccezionali. Insomma che debbo riferire nel di lei riverito nome al signor maggiore?

All'acuta penetrazione del signor capitano non isfuggì che il silenzio e l'imbarazzo della signorina provenivano solo dalla novità della cosa e dalla mente che non avea nè potea aver ancor ponderato, però aggiunse:

- Se è sconveniente parlare a lei, dica a chi mi debbo rivolgere.

- Io vado a Reggio questa sera..., - disse