Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/261

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i tre casi del signor avvocato 249

contentavano soltanto di farlo scendere sul marciapiede, qualcuno anzi gli domandava: scusa, pardon! “In fondo - pensò Semilli - date tante necessità, tanti bisogni, tanto numero di uomini, la battaglia si compie con abbastanza civiltà e umanità, e per l'avvenire, chi lo sa? forse anche di più. Per ora, come ora, potrebbe essere peggio„! Meditazioni, come ognuno intende, nobili e degne di essere stampate; ma sappiano i felici che una ben esperimentata miseria è efficacissima ad eccitare in una mente anche mediocre dei pensieri profondi, originali e degni della più alta filosofia. L'esperimento non è per altro consigliabile od augurabile.

Cominciò a sentir fame, e senza nemmeno pensarci, quasi automaticamente, si avviò fuori di porta Volta, dove da un salumaio che gli era cortese di poca carta gessata, era solito comperare dieci centesimi di companatico che, con altri dieci di grosso pane, gli serviva da colazione, e in quel giorno per necessità di cose, anche da pranzo.

Ma quella sera, come giunse dinanzi a quel negozio, un ricco e assai grande fondaco all'ingrosso, lo sorprese il fatto che tutte le imposte erano chiuse all'infuori di una; e davanti ad una porta vicina erano ferme tre