Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/30

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18 leuma e lia

burlavano perchè parlavi l’italiano? Ti ricordi nella corte presso i sicomori fioriti che passeggiavi su e giù solitario, meditando sui versi del Prati? e piangevi che volevi essere libero perchè ogni notte le fate ti portavano un sogno e tu mi assicuravi che il tempo fuggiva? E avevi quindici anni! Io ridevo. Ma avevi ragione tu, sai? Il tempo fuggiva. Povero piccino; io ti amava allora e ti confortava; ma tu adesso hai trovato un conforto ben maggiore e un affetto più sicuro.

Così disse Astese, ed all’evocazione del ricordo antico Leuma sorrise da vero melanconicamente e — Tristi tempi, in fondo — mormorò. — Giovanezza tradita!... — Poi lambendo con la mano la testa della sposa, proseguì: — Le cose che tu sei curioso di sapere, sono semplici: il tuo amico che aveva mezzo mondo da conquistare e poco tempo da perdere perchè la gloria e le fate, che tu hai ricordato molto a proposito, gli dicevano di fare presto, il tuo amico si è trovato un bel giorno nella necessità di conquistare la carica di segretario comunale qui, in questo comune. Quanto poi al tempo, mi era venuto tanto in uggia che l’avrei fermato volentieri come quando si butta per terra un orologio