Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/317

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il primo viaggio d'amore 305

cioè la mamma e la sorella maggiore. Furio non si ricordò più di quello che disse, ma avea consegnato i ritratti e se ne voleva andare.

Ce ne volle per farlo entrare e farlo sedere.

E l'Ida? L'aveva veduta un momento solo, sul limitare, alta, immobile, sbalordita con i grand'occhi aperti: vestiva di rosa e di bianco; qualche cosa di impossibile al tatto, da suicidarvisi vicino, subito. Ella non si mosse per dargli la mano, non disse una parola: poi andò via.

- È stato il fotografo che mi ha pregato tanto di venire a portare questi ritratti.... - diceva Furio alla sorella maggiore che era rimasta nel salotto, perchè la signora se ne era andata per un momento. - Un bravo artista che non ritocca i ritratti....

Furio parlava così quando risuonò una grossa voce d'uomo che veniva giù dalle scale e parlava con la signora.

Era la voce di lui, del babbo. Furio se ne era dimenticato. A quella voce sentì un rimescolamento dentro e si levò in piedi: qualche cosa di simile come agli esami di matematica. Poco dopo Furio vide entrare il babbo e udì quella voce baritonale che fra le altre cose diceva: