Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/351

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le viole 339

la sottanina bianca) composto e inginocchiato su di una sedia davanti ad una nera Imagine le diceva con convinzione le sue preghiere e le avea imparate tanto bene che preveniva la voce suggeritrice dell'ava. Certo che dopo quella fatica era giusto che domandasse per ricompensa un cucchiaio di più di zucchero nel caffè e latte e si risarcisse di quella immobilità con le più pazze scorribande per cui tremavano i vasetti, le sedie austere, i quadri della vecchia casa. Non perciò la nera imagine della Madonna dalle cui mammelle aperte gemeva il latte su le labbra del pargolo, sorrideva meno vezzosamente, e parea - tanto è bel lavoro di antico pittore - seguire cogli occhi umidi le feste e i salti del bambino. Una volta arrivò la nuora, la madre di quel caro folletto, da un lontano viaggio; la quale è di altro pensare che l'ava ed appartiene alla gente nuova: eppure anch'essa si compiacque a vedere quelle manine giunte, a sentire quella vocina che dava del tu e parlava così famigliarmente a Dio, il quale se c'è, è il più ricco e potente signore che sia su la terra.

Ma è da un anno e più che il piccolo bambino ha abbandonato la casa dell'ava, e certo si è dimenticato delle preghiere al suo buon