Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/355

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le viole 343

vecchi libri e il vecchio tavolino (i libri conservavano ancora il profumo stantio del latinucci di vent'anni fa).

Egli aveva guardato come se una mano laboriosa e invisibile avesse tra tanto strappato molte membrane di oblìo alla sua memoria; poi avea esclamato:

“Credevo che queste cose non ci fossero più!„


*


Avea poi la notte dormito nel lettuccio piccolo da scapolo e ci avea dormito bene e la mattina, piano, era venuta la mamma a svegliarlo e dirgli molte cose: che cosa voleva da colazione, che ne' suoi abiti c'era un bottone da fermare, e una macchia da smacchiare.

Dunque ancora quelle amorose e non venali cure esistevano come i vecchi mobili, ed erano rimaste senza che egli ne avesse approfittato, lì per tanti anni? Anche di esse non si ricordava più se esistevano, e perciò aveva ripetuto con un sospiro: “Credevo che queste cose non ci fossero più!„

L'ava tenendo in mano le viole si è spinta sino alla sinuosa arena, pura, lucida, deserta, dove l'onda muore con murmure e con ritmo