Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/46

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34 leuma e lia

Io passava molte ore con Lia; qualche volta rimanevo a pranzo: da principio io le parlava un po' della scuola - lasciando però da parte gli eroi - dei libri, di cose da bambini, insomma; le davo dei savi consigli; ma poi un bel giorno mi accorsi che i rapporti fra me e Lia erano mutati, come era mutata lei, perchè la bambina veniva scomparendo sotto quella cuffia, e con meravigliosa metamorfosi appariva la donna. Da principio era lei che al mio apparire si voleva alzare in piedi, e adesso era io che quasi mi inchinavo e dicevo signorina, e lei mi porgeva la mano con il sussiego di una dama. E mi comandava: “Mi fa il piacere, mi dà quella scatola? quel ricamo? Sia buono, mi aiuti a dipanare questa matassina!„ E si faceva anche servire, e una volta si mise a ridere e a chiamare: “Mamma, mamma, vieni a vedere come fa il signor Leuma a sbattermi l'uovo!„

Allora cominciai io a trovarmi impicciato anche nella scelta dei discorsi, e pensai bene di ricorrere con più metodo alla grammatica, alle regole, alla scuola. “Oh, ma insomma, glielo devo dire? io di questa roba qui non ne voglio più sapere, - mi disse; - mi porti qualche bel libro, mi legga qualche bella cosa.„