Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/47

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leuma e lia 35

Non vuol dunque studiare più, signorina Lia?» domandai con mansuetudine.

«No, no, io ne so anche troppo.»

«Ma lei non vorrà seguitare i suoi studi? Oggi le donne che hanno ingegno come lei, possono fare una bella carriera.»

«Non ci penso nemmeno.»

«Ma allora che cosa vuol fare, signorina?»

«Cosa voglio fare? Oh bella! quello che fanno le altre donne. Sì: e perchè mi guarda con quegli occhi? ho detto forse una cosa che non va bene?»

E mi guardava, così dicendo, con due occhi limpidi e puri. La mia mente a quella risposta era corsa ad un'imagine lasciva involontariamente.

Arrossii e non dissi nulla.

Lia puntò il dito della sua manina contro di me: «Ve', ve', ve', che diventa rosso! - disse allegramente. - Non l'avevo visto mai diventar rosso!»

Allora le portai il Pellico, e I Promessi Sposi, ma ottenni il medesimo risultato che con la grammatica. Ti ricordi, Astese, le Penombre del Praga, che mi piacevano tanto in collegio? Non so come, trovo quel volume e glielo porto. «Ma attenta bene, signorina, - le dico, - questo è un bel libro ma non