Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/48

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36 leuma e lia

è tutto per lei: bisogna che si accontenti di quello che le leggerò io: se no, lo dirò alla mamma.„ Lei alzò le spalle come a dire che la mamma avrebbe fatto tutto quello che voleva lei.

Le leggo dunque le Memorie del Presbitero, le Due conoscenze, poi Il professor di greco che sapevo a memoria. “Oh, com’è bello, com’è gentile! — diceva Lia — questo sì che mi piace! ma me ne legga delle altre!„ E allora un giorno mi arrischiai a leggere quella poesia che s’intitola In Brianza; la ricorderai anche tu, è vero? Comincia così:

Come è bella la sera in mezzo ai monti!
Te ne ricordi? ti ricordi quando
si vagheggiava i rapidi tramonti,
e tornavamo a braccio sussurrando:
Come è bella la sera in mezzo ai monti?

Lia ascoltò con grande attenzione, e sul caro volto si disegnavano sentimenti nuovi che l’anima sua non aveva provato mai. Pareva come turbata e non diceva nulla; ed io mentre leggevo il libro, leggevo pure, ma con ben più intensa emozione, il meraviglioso canto che le si formava allora palpitando nel cuore al suono della mia voce, e per riflesso le si specchiava nella chiara faccia.