Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/56

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44 leuma e lia

avvenire, dell'impegno preso, dell'andata a Vienna, e certo ella ne era persuasa perchè non obbiettava alcun ragionamento, ma le labbra le cominciarono a tremare e dalle pupille si formò visibilmente una lagrima che corse su le palpebre: vi si fermò sospesa, cadde e lasciò posto ad un'altra; e il mio discorso persuasivo terminò allora contro la mia intenzione con questa domanda:

«Ma non è un capriccio puerile il suo?»

Lia scosse la testa con profondo diniego.

«Ma ha proprio tanto desiderio della mia compagnia?»

Lia affermò vivacemente.

«Ma il babbo e la mamma che cosa penseranno?»

«Loro sanno che lei viene.»

«Ma chi l'ha detto a loro?»

«Io, oh bella!»

Per non fartela lunga, Astese, dopo dieci minuti avevo preso la valigia, destinata ad accompagnarmi a Vienna. Io stesso mentre vi riponevo le robe, mi domandavo: Ma cosa faccio? ma dove vado? Il fatto è che sono andato anch'io in Brianza. Ora senti questa e poi è l'ultima, che è tardi e domattina mi devo levar su presto. Dunque il treno dovea partire alle undici; un treno omnibus che fa