Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/79

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leuma e lia 67

da ragazza avevo un coraggio che lei non può credere, e adesso che ho marito e il bambino, mi sono fatta paurosa. Lo sa lei perchè? Io vorrei correggermi, io me ne vergogno, e non sono buona: vedo fantasmi da per tutto!

- Tu però - disse Leuma - non hai raccontato al nostro amico che se la sera è piuttosto melanconica, le mattinate invece sono stupende....

- Oh, questo sì! - disse ancora Lia con voce quasi di canto - la montagna, lassù, al mattino, è proprio incantevole. Ecco, dispiace a pensare che verrà un giorno in cui bisognerà morire! E ha osservato anche lei che è proprio quando più sentiamo di vivere che ci viene in mente quell'altra brutta cosa? Ma non parliamo di questo. Lassù, la mattina, quando si vede il sole, vengono fuori dalle frasche tanti uccelli che non si crede proprio che ce ne devano essere tanti; e bisogna dire che a cantare e a volare provino un piacere che noi non sappiamo, perchè sembrano pazzi, pazzi, le dico, ubbriachi di cantare e di amare.... Noi spesso siamo stati lungo tempo a sentire quella musica che evaporava dai boschi, sotto il cielo sereno!

- I poveri animaletti - disse Leuma -