Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/78

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66 leuma e lia

colazioni con certe trote pescate in un laghetto, e viene un appetito con quell'aria fina!... domanda un po' a Lia che v'è stata.

Lia allora spiegò ad Astese che lassù il babbo ci aveva un bosco e una segheria fra certe schegge rupestri fra cui casca un torrentaccio che muove la segheria: tutto al primo vedere pare il soggiorno delle streghe, ma a farci l'occhio si trova che è assai bel luogo, di gran frescura l'estate, e che buona è la gente come non certo al piano. Ella con Leuma ci era rimasta più di una settimana lo scorso agosto.

- Leuma - aggiunse ancora Lia - è entusiasta di quei luoghi, ed ha ragione: ma io sola non ci resterei. Veda, quando viene la sera, tutti quegli alberi intorno alla casa si fanno più neri e più grandi e stanno lì con tanto silenzio che proprio si pensa che da un momento all'altro si devano muovere e parlare cose misteriose che sanno loro soltanto. Queste sono sciocchezze, io lo so...., io lo so; e sa anche di che cosa avevo paura? Che ogni momento venisse fuori un brigante.... Sono cose da dire? e pure è così....

- La nostra Lia è un pochino paurosa.... - avvertì Leuma.

- E prima non lo ero, veda, onorevole?