Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/94

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82 il cuore del passero

mandai posando la mano su la spalla della mamma che stava dando un'ultima occhiata all'arrosto, su cui il fuoco lento avea disegnato larghe chiazze brunite.

- Bene come un papa! - ella rispose. E il passero in quell'istante, come per rispondere direttamente alla domanda, fece - ci! ci! - perchè certo un raggio di sole era giunto sino alla sua gabbia.

- Di mezzogiorno ci batte il sole perchè canta? - domandai.

- A mezzogiorno arriva sino a lui e allora fa due o tre stridi; poi non si sente più tutto il giorno. È un rusticone!...

*


Il pranzo fu lieto da principio, poi volse a tristezza, giacchè non sempre il vino desta gioconde imagini. Eravamo noi due soli, come da tanti anni. Si parlò di molte cose passate, e ciò avvenne naturalmente per la ragione che tanto per la mamma come per me l'avvenire si è chiuso e ben sappiamo che cosa ci è dato in ventura.

Ciò toglie forse lietezza, ma in verità non aggiunge timore. La via è segnata almeno