Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/95

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il cuore del passero 83

così. Trascorra almeno con la benedizione del Signore e con la coscienza di non aver fatto piangere nessuno!

Si parlò dunque del passato: profili dolci e melanconici di chi non è più, sorgevano evocati attorno a noi, come volessero assidersi alla antica mensa.

Vero è però che quando la coscienza è in pace il parlare dei morti e coi morti non dà sconforto nè tristezza.

*


Le due bottiglie erano vuotate, io le avea ben vuotate: un bisbiglio sommesso e accorato veniva dalla cucina: era la vecchia fantesca che avea finito di accudire alle sue faccende e avea cominciato la lunga interminabile serie delle preghiere vespertine.

Il passero fece: - ci, ci!

- Oh si sveglia, - fece la mamma.

Poco dopo una zona di sole che fasciava la stanza, si affievolì languidamente, poi si ritrasse come luce che vien meno.

Un ritratto mio di quando era in collegio a Venezia pendeva dalla parete: era un gruppo di tutti i convittori insieme ai maestri. Lo