Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/110

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si ritirò a far penitenza S. Silvestro Abate, in cui morì nel 1267, e nel quale fondò la sua congregazione. Ai tempi di lui il Monte portava tal nome, come leggesi nella sua vita, ed in un documento del 1160 stampato dal Colucci1: et vadit per ravem Surtis ad summitatem Montis Fani. Perchè così si chiama? Siccome in esso rimaneva il Fano di Attide, così il Monte, che al di sopra ha una bella, e vasta pianura, fu chiamato Monte del Tempio, e la città, che rimaneva nelle di lui radici fu chiamata Attidio, perchè il nume adorato nel Fano del Monte era Attide. Il B. Andrea di Giacopo, che conobbe i discepoli di S. Silvestro così dice nella di lui vita. Monti a Fano nomen inditum casu ne, an quod ibi antiquorum vana superstitio Diis mendacibus Fanum extruxerit, incertum mihi: certa indicia nonnulla extabant, dirutorum passim murorum reliquiæ etc.2

Dalle rovine di Attidio, e di Tufico ne sorse Fabriano, benchè alcuni pretendono, che tragga l’origine anche da Sentino, come se le rovine di due Città non bastassero per formarne una. Il Turchi nella storia de’ Vescovi di Camerino3 ce lo dimostra, e ce lo conferma con un Diploma di Guglielmo II Vescovo, dato l’anno 1254, che intieramente riporta nell’appendice4. In esso si dice, che Fabriano non aveva fonte battesimale, e che tutti i fanciulli si portavano a battezzare nella Pieve di Attigio. Da ciò ne veniva, che essendo questa tre miglia lontana, alcuni bambini morivano senza battesimo. Quindi permette, che il Fonte battesimale sia trasferito in Fabriano nella Chiesa di S. Venanzio. Ciò prova chiarissimamente, che Fabriano fu edificato nel territorio di Attidio; che nel luogo, ove fu la Città, vi rimase un villaggio con una Pieve; che i Cittadini Attidiesi, sebbene si fossero fissati ad abitar altrove, tuttavia seguivano


  1. Tom. 2. p. XV.
  2. De Vit. S. Sylv. lib. 1. c. 9.
  3. Pag. 80.
  4. P. XLVIII.