Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/111

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guivano a riconoscere, e ad esser soggetti alla madre Patria. Ma basti il sin quì detto, e passo a trattare delle.


CAPITOLO VIII.


Città di Pitulo, Pitino Pisaurense, e di Pitino Mergente


Sebbene tante dotte persone abbiano proccurato di emendar Plinio: tuttavia, dice l’Olivieri1, non vi è alcun’altro Autore antico, che sia cosi pieno di errori, e che abbia più bisogno delle mani di un Medico. Difatti nella sesta regione secondo l’edizione fatta dall’Arduino troviamo: Ostrani, Pitulani cognomine Pisuertes, et alii Mergentini. Dalle lapidi però riportate da’ Collettori si rilevan due cose. La prima, che esistevano queste tre Città, cioè Pitulo, Pitino Mergente, e Pitino Metaurense. La seconda, che i Pitinati avevano il cognome di Mergentini, e di Pesaresi, e non mai di Pitulani: e che Pitino situato nell’Umbria da Tolomeo, era diverso da Pitulo. Che dobbiam dunque credere? Che gli Amanuensi non solo cambiarono a Plinio la parola di Pisaurenses in Pisuertes, ma che tolsero dalla di lui geografia Pitinates, credendo, che tal parola fosse una ridondanza, o fosse stata intromessa per errore da coloro, che copiarono Plinio prima di essi. Adunque senza alcun dubbio di errare ecco come deve emendarsi tal passo secondo il Colucci. Si deve ritenere 1a parola Pitulani, perchè presentemente ve la troviamo, e perchè l’esistenza di questi popoli è confermata dalle lapidi, e si deve aggiungere Pitinates che avevano il soprannome di Pesaresi, e di Mergentini, e dire: Ostrani, Pitulani, Pitinates cognomine Pisaurenses, et alii Mergentini, Plestini etc. Ciò si osserverà meglio in appresso, ed intanto comincio a trattare di Pitulo.


  1. Inscrip: 28. p. 68.