Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/168

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ca scindere, ed il Muratoci la ritrova nel greco in una parola, che parimenti in latino significa scindere. È nominato dal Poeta Claudiano nel Panegirico per VI consolato di Onorio Imperadore. Descrivendo il viaggio di questo dalla Città di Ravenna a Roma indica i luoghi più celebri collocati lungo la via, pe’ quali doveva passare e sono Fanum Fortunae, Petra Pertusa, Tenplum Iovis, Clitumni Fontes, Narniam, Tyberim, Romam. Ecco i suoi versi.

Laetior hinc Fano recipit Fortuna vetusto,
Despiciturque vagus praerupta valle Metaurus
Qua Mons arte patens vivo se perforat arcu,
Admittitque viam sectae per viscera rupis
Exuperans DELVBRA JOVIS, saxoque minantes
Apenninigenis cultas pastoribus aras.
Quin et Clitumni sacras victoribus undas.

Il consolato VI di Onorio accadde nell’anno 404 di Cristo, e ripetendosi l’estensione della Tavola Peutingeriana da una consimil epoca, chiaramente si scorge, che tal tempio esisteva nel principio del quinto secolo dell’era Cristiana. Era dedicato a Giove, a cui si dava il soprannome di Apenino, come ci testifica la tavola itineraria, ed una lapide ivi trovata riportata dal Maffei, dal Passeri, in cui leggesi Iovi Apenino T. Vivius. Carmogenes Sulpicia. Euphrosyne conjux. V. S. DD. Nelle Alpi Penine si adorava il Dio Penino, come ci fa credere T. Livio: neque hercule, montibus his ab transitu Paenorum ullo Veragri incolae jugi ejus norunt nomen inditum: sed ab eo, quem in summo sacratum vertice Peninum montani appellant. Lo Sponio1 riporta la seguente lapide

LVCIVS LVCILIVS
DEO PENINO
OPTIMO MAXIMO
DONVM DEDIT


  1. Miscel. erudit. antiq. saec. III.