Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/198

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Ciò ci dicono i ruderi, che vi si osservano, le anticaglie, che vi si trovano, e la tradizione. Gli abitanti di tale contrada, e quelli de’ paesi circonvicini asseriscono, che ivi fu la Città Pretuzia capitale una volta dell’Agro Pretuziano, il quale, come provai nel mio Plinio illustrato, cominciava dal fiume Uomano, e terminava nell’Elvino, ossia nella Manocchia, e racchiudeva le Città d’Interamnia oggi Teramo, di Beregra, di Castro nuovo, di Ascoli, e di Truento con le terre, e e castelli annessi a tali Città. Se questi miei detti non piaceranno al Sig. Antaldi, che vuole, che i termini Agro, e di Contado non si prendano per una vasità di territorio, che comprende Città, e Castelli, piacciono a me, che mi fo guidare dal costume di tutti i popoli, che nelle Provincie stabilirono i capi luoghi, come fece Alarico in Suasa, che la creò matrem toto adjacentium oppidorum, e che mi fo guidare dal senso comune. Passerò ora ad indagare come perirono tali Città, e se ebbero la cattedra Vescovile.


CAPITOLO XIV.


Si indaga il tempo, in cui furono distrutte tali Città, e se tutte ebbero la Cattedra Vescovile.


Il Colucci, il Tondini, la Cronaca di Gianfrancesco Ferrari, e molti altri scrittori vogliono, che i Goti abbino distrutto Suasa colle altre Città vicine. Ma ciò è falso. Imperocchè, come dissi, Suasa non solo non fu distrutta da’ Goti, ma fu creata Madre delle vicine Città da Alarico. Anzi distrutto nell’Italia il governo de’ Goti Suasa esisteva, come ci testifica la lapide, che di sopra riportai. In essa si legge Alaricus impius, e questa sola parola a me basta per credere, che fu eretta estinto il governo de’ Goti, perchè essi non avrebbero permesso, che col nome di empio fosse chiamato un loro campione. La Città di Alba esisteva, e ce ne accerta Procopio: come dunque esistevano queste due