Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/53

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essi potere avere quante più clientele potevano. Ciò, che dissi delle Città, si deve ancor dire de’ Collegii, i quali per lo stesso effetto eleggevano i loro Patroni, come fece il Collegio de’ Fabbri di Sentino in persona di Correzio Fusco, che era Decurione di Sentino, e Patrono dei tre collegii principali: Coretium Fuscum splendidum decurionem patriae nostrae, sed et patronum tium Collegiorum principalium. Chi era eletto Patrono, sapeva la sua elezione dagli ambasciadori, che gli spediva il Collegio, e questi gli offrivano le tavole ospitali a nome di quel corpo, che lo aveva eletto, le quali erano anche di bronzo, come sono queste due del Collegio de’ Fabbri di Sentino: ed in esse era registrato il decreto del Collegio, da cui era stato stabilito di spedirgli l’ambasciata coll’offerta di quella tavola. Siccome era cosa assai decorosa l’avere molte clientele, così era molto onorevole l’avere un numero di queste tavole, le quali si conservavano nella casa del Patrono esposte alla vista di tutti, e viceversa si conservavano eziandio o nel Tempio della loro università da’ Clienti, o nella Curia, o nella Scuola, dove si congregavano, come può osservarsi nello Spalletti. Sedici furono gli incaricati a presentare queste due tavole a Correzio Fusco, e quattordici, come si vedrà, furono incaricati a portar quella de’ Centonarj di Ostra a Correzio Vittorino. Fra questi furono scelti i due Maestri, che col nome di Padri presedevano al Collegio, e di due Questori, che erano i primi dopo essi.

Crede il Muratori, che i tre Collegii principali accennati nella seconda tavola di Sentino, furono de’ Fabbri, de’ Centonarii, e de’ Dendrofori. Lasciando da parte i Fabbri parlerò de’ Centornarii, e de’ Dendrofori. Centonarius in lingua italiana significa facitore di Schiavine, e non solo erano essi addetti a cose militari, cioè alla provvista de’ panni di lana ben feltrata, o artificiosamente cucita per difendere le rocche, le navi, i soldati da’ colpi de’ nemici, come pensano il Morcelli,