Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/66

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la via, che rimane di là dal Furlo verso la Toscana, e lo stesso dice Leandro Alberti. Il Colucci uniformandosi al Sigonio pretende, che prese la via sinistra della via Flaminia. Non riferisco i sentimenti dell’Amberti, e di altri Scrittori per non essere molesto. Riporterò piuttosto le parole di Procopio secondo la versione del P. Maltreto: omissaque via Flaminia ad loevam tendit. Cum enim Petra Pertusa, ut vocant, locus natura munitissimus ab hoste primum teneretur, via Flaminia Romanis plene occlusa erat. Quare Narses relicto breviori itinere, id, quo transitus patebat, ingressus est. Non possono esser più chiare queste parole. Dice dunque Procopio, che Narsete venendo da Rimini considerando, che Pietra Pertusa, oggi il Furlo, era occupata da’ Goti, giunto, che fu a Fano, vicino a cui scorre ii Metauro, non prese la via Flaminia per motivo di Pietra Pertusa, ma che tirò innanzi verso Sinigaglia, e giunto al fiume Suasano, oggi Cesano, s’incaminò per la strada, che conduceva a Suasa. Narsete era stato anni prima nel Piceno, ed in sua compagnia andava Giovanni Vitaliano, che Belisario mandò colle truppe a svernare in Alba vicina a Suasa, ed a Sentino nell’anno 537, onde meglio di qualunque persona sapeva le strade. Lasciando dunque la via Flaminia, che rimaneva a mano destra, giunse nel luogo, in cui il Cesano si scarica nel mare, ed in cui per commodo delle Città montane rimaneva un Pago chiamato Piro Filumeno, come sarò per dire, s’incaminò nella strada, che avevan fatta i Suasani per portarsi al mare, a Fano, ed a Sinigaglia, e che rimaneva alla mano sinistra della via Flaminia, e da Suasa si portò nell’Agro Sentinate con animo di passare da esso a Luceoli oggi la Scheggia, o ad Elvillo oggi Sigillo, e così di rientrare nella via Flaminia, e di portarsi a Roma avendo lasciata dietro alle spalle Pietra Pertusa fortificata da’ Goti. Due sarebbero le strade, che poteva fare Narsete per portarsi da Suasa a Sentino. Se costeggiava il Cesano poteva giungere a Seragualdo, ma la strada era scabrosa, e piena di dirupi, e balze. Si