Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/69

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mandante dell’esercito Romano furono vinte, ed uccise le schiere de’ Galli, lo che il luogo anche oggi ci testifica col suo nome, e conserva la memoria della strage de’ Galli chiamato Busta Gallorum. Nec multo post Romanus quoque exercitus, Narsete duce, castra in monte Apenino metatus est, centum ad summum stadiis procul a castris hostium, plano quidem in loco, sed multis cincto tumulis prope extantibus: ubi quondam a Camillo Romani duce exercitus victas acies, et caesas ferunt Gallorum copias: id quod suo locus nomine etiam num testatur, et memoriam cladis Gallorum servat, Busta Gallorum dictus. Busta enim Latini vocant rogi reliquias, et plurimi visuntur hic mortuorum illorum tumuli, terra aggesta editi. Quindi subito Narsete destina alcuni de’ suoi familiari, e loro comanda di esortar Totila che deposte le armi pensi una volta alla pace, che avendo egli poche truppe adunate di fresco, ed inconsideratamente non poteva per molto tempo resistere a tutto l’impero Romano. Aggiunse anche questo comando: che se lo vedevano disposto a combattere, incontanente stabilissero il giorno per la battaglia. I legati essendo ammessi al cospetto di Totila eseguirono la loro incombenza, ed avendo egli con ferocia, e superbia risposto ad essi, che assolutamente conveniva combattere, quelli incontanente gli soggiunsero: su via, o uomo egregio, quale tempo stabilite per la battaglia? Ma Totila loro rispose combatteremo di qui ad otto giorni. Ritornati i legati a Narsete gli riferiscono il giorno stabilito. Questi sospettando la frode per parte di Totila si preparò in guisa, come se dovesse combattere nel giorno seguente: nè s’ingannò. Imperocchè Totila nel giorno seguente si avvicinò con tutto l’esercito, e l’uno, e l’altro si fermò dirimpetto, ne era più lungi di due tiri di freccia.

Ivi rimaneva un piccolo colle, l’occupare il quale ognuno di loro grandemente desiderava, tanto perchè sembrava commodo a ferire gli inimici dall’alto: tanto perchè essendo il campo, come dissi, pieno di monticelli, l’esercito Romano non poteva essere attor-