Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/71

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la medesima maniera di bel nuovo tornano indietro, e dopo aver fatto ciò per altre volte cessano di provocarli. Totila vi mandò una seconda schiera, ed essendo stata fugata vi mandò la terza. Così avvenne delle altre, che vi mandò: e desistè dall’impresa osservando, che indarno tentava cacciarli. Quindi quelli cinquanta furono molto lodati, ma più di ogni altro in questo combattimento si segnalarono due, cioè Paolo, ed Ausila, i quali essendo usciti dalla schiera fecero sforzi di bravura più degli altri. Imperocchè avendo deposte per terra le scimitarre sfoderate col dirizzare gli archi verso gli inimici talmente lanciavano le saette, che uccisero molti soldati, e cavalli, finchè poterono avere le freccie ne’ turcassi. Vuotati questi presero la spada, e soli sostennero l’impeto avendo opposti gli scudi. Se alcun soldato a cavallo si scagliava coll’asta contro di essi, subito quelli colle spade tagliavano le punte. Mentre così ributtano i frequenti assalti degli inimici la spada di Paolo per segare i legni ripiegò il taglio, e divenne del tutto inutile. Avendola subito gettata a terra con ambe le mani strappava dagli aggressori le aste, e questo fu il principal motivo, per cui disperatamente abbandonarono l’impresa. Narsete per via di tal prodezza lo pose nei numero de’ suoi scudieri. Qui viene il Capitolo XXX, il quale non riporto, perchè non altro contiene, che le parlate, che fecero Narsete, e Totila a’ loro soldati. Ripiglia Procopio.

Dopochè ebbe Totila così parlato l’uno, e l’altro esercito si ordina alla battaglia essendo così disposto. Tutti rimanevano colla faccia rivoltata in guisa, che la testa dell’una, dell’altra armata era profonda, e lunga. Narsete, e Giovanni col fiore dell’esercito Romano presso il colle occupavano il sinistro corno de’ Romani. Imperocchè l’uno e l’altro era accompagnato oltre degli altri soldati, da più militi armati di aste, e di scudi, e da un gran numero di scelti Unni. Occupavano il corno destro Valeriano, Giovanni Eluo, Dagistèo, e gli altri Romani essendo stati posti nell’uno, e nell’altro fianco, quasi otto mila arcieri. Pose Narsete in