Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/83

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gioni Piceni. Ognuno vede, che Sentis è Sentino, e che gli amanuensi come guastarono tal parola in Appiano, cosi la corruppero in Frontino perchè la divisione del di lei agro è la stessa con i medesimi confini, che erano in uso nella provincia Picena. Inoltre essendo Sentia di Appiano Città dell’Italia, nè presentemente, nè per lo passato ha esistito mai nell’Italia alcuna Citta, che avesse tal nome. In Cesare trovasi la parola Sontiates, che eran popoli nella Guascogna. In alcune edizioni leggesi in Sotiatium fines exercitum introduxit .... oppidum Sotiatium oppugnare coepit1, in altre Sentiatium, e Sontiatium. Questi popoli sono nominati anche da Plinio2, e da Ateneo3, e non rimanevano nell’Italia, ove fu Sentia nominata da Appiano

Nello stesso Frontino trovasi Alba segnata in mezzo alle Colonie Picene, ed ecco la divisione del di lei territorio. Albensis ager locis variis limitibus intercisivis est assignatus: terminis vero Tiburtinis , qui Cilicii nuncupantur, et in limitibus constituti sunt. Aliis vero locis sacra sepulcrave, vel rigores, quorum ratio distat a se in pedes CCCCL, et infra, et quam maxime limitibus est assignatus. Terminatio autem ejus facta est VI Id. Octob. per Cilicium Saturninum centurionem cohortis VII, et XX mensoribus intervenientibus, et termini a Cilicio Cilicii nuncupantur. Haec determinatio facta est ab Orfito Seniore, et Quinto Scitio, et Prisco Consulibus, che secondo il Muratori4 eran consoli nell’anno 149. dell’era Cristiana. Fra tante misure degli agri delle Città, che riporta Frontino, niuna è più solenne, e specificata di questa. Non solo ricorda il giorno, il Mese e l’anno in cui fu fatta, ma ci fa sapere, che fu posta in esecuzione da Cilicio Saturnino Centurione coll’intervento di venti agrimensori.

  1. De Bel. Gal. l. 3. c. 14.
  2. Lib. 4. c. 14.
  3. Lib. 6.
  4. Thesaur. ve. inscrip. p. CCCXXX