Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/87

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CAPITOLO VI.


Città di Tufico.


La testimonianza di tre classici Autori ci toglie ogni dubbio, che nella sesta Regione dell’Italia composta dall’Umbria, e dall’Agro gallico secondo la divisione di Augusto vi fu una Città chiamato Tufico. La prima è di Plinio Seniore, che in tal regione annovera i Popoli Tuficani. Trebiates, Tuficani, Tibernates1. La seconda è di Tolomeo, che dividendo per più chiarezza le Città dell’Umbria in quelle degli Umbri, che sono sopra i Toscani, ed in quelle de’ Volumbri, che sono più orientali degli Umbri, pone Tufico in quelle degli Umbri, Aesis, Tuficum, Perusia. La terza è di Balbo Mensore, che dice Tuficum oppidum iter populo debetur pedibus LXXX. Ager ejus ea lege continetur, qua et ager Ateiatis. È vero, che nell’edizioni di questi Autori leggesi Tussicani, Iuficum, ed altre voci consimili. La sorte però ha voluto, che presentemente esistano lapidi antiche, in cui rimane TVF. TVFIC. TVFICANI, come in appresso si osserverà, le quali, che fecero i copisti de’ nominati Scrittori in tale parola.

Diversi sono i pareri de’ moderni geografi circa il sito, ove fu questa Città. Il Cluverio sospettò, che rimaneva ove ora è la Fratta di Perugia. L’Olstenio lo corresse, e la pone tra Matelica, e Fabriano circa a due miglia lontana dall’antico Attidio. Alcuni la collocano sopra le rive del Cesano, e pretendono, che sia Corinaldo: altri nelle vicinanze di Roccacontrada. Il Sarti nella storia de’ Vescovi di Gubbio la pone2 vicino ad Albacina presso il fiume Esi. Il Turchi nella Storia della Chiesa di Camerino3 asserisce, che le rovine di Tufico sono nella valle di Matelica, nella riva----

  1. Lib. 3. cap. 24.
  2. p. LXXXIV
  3. p. 47.