Pagina:Pietro Jacopo Fraticelli Delle Antiche carceri di Firenze denominate delle Stinche.djvu/22

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CAPITOLO V.

Delle Dipinture de’ due Tabernacoli, che esistevano sugli angoli del lato principale di queste Carceri.



Nell’anno 1616 fu dato principio alla costruzione di un nuovo Tabernacolo in sull’angolo appunto del muro delle Stinche, dalla parte di verso Badia, per accompagnatura dell’altro antichissimo, che stava nell’angolo opposto, cioè dalla parte del Canto agli Aranci, e che fu demolito per la ragione che diremo più sotto. Dovendosi poi fare per entro i medesimi Tabernacoli la pittura a fresco, ne fu data l’incombensa a Giovanni da S. Giovanni celebre pittore1,

  1. Di questo brav’uomo, tanto valente nell’arte della Pittura, quanto pronto ai motteggi, e sagace nel far delle burle, non sarà forse discaro ai miei lettori l’udire un aneddoto molto bizzarro, il quale riporterò colle parole istesse di Filippo Baldinucci nella Vita di quel celebre Dipintore da lui descritta.
    «Crescendo Giovanni ogni dì più in posto di molto concetto appresso l’Altezza del Granduca Cosimo II, ne godè fin ch’ei visse la protezione con segni di non ordinario amore; ed una volta fra l’altre ebbe a dirgli queste parole: — Giovanni, vi vogliamo bene, e vi faremo servizio, ma voi nulla mai ci chiedete. — Ed egli al Granduca: — Se Vostra Altezza desidera di farmi grazia, una glie ne chiederò, ed è questa. Io ebbi fin da bambino gran piacere dell’andare colla civetta, e tale quale io son ora, quando dò riposo ai pennelli, e che il tempo lo concede, non lascio di andare or qua, or là; ma le gite son lun-