Pagina:Piola - Lettere di Evasio ad Uranio.djvu/12

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nacquero Galileo e Lagrange. Su via, avanzati coraggiosamente nella bella carriera, e rendi così utile a te ed alla patria quel tempo, che ti è concesso dagli agi di tua condizione, e che i tuoi pari passano per la maggior parte (è penoso il dirlo) in un ozio mal augurato, per cui si fa viziosa la vita, e fin anco increscevole l’esistenza.

Che tu ritrovi nelle matematiche un riposo, e un contento della mente, io lo credo ben volontieri, e conosco, che così appunto debb’essere; perchè essendo il loro fondamento la verità, il loro progresso nella verità, il loro obbietto sempre la verità, non possono a meno di consolare un essere pensante ed attivo, che per natura è spirito senza posa alla ricerca del vero. Tale è poi l’indole di queste scienze che mentre arricchiscono lo spirito di preziose cognizioni, portano un perfezionamento alle sue medesime doti, essendo loro frutto una drittura nel pensare, una prontezza nel concepire, una forza nel ragionare, una sobrietà nell’immaginare, per cui con felice vicenda cresce sempre più l’attitudine a penetrare nelle medesime; sicchè trovo naturale, che tu risenta, lo studio crescere in te la brama di maggiore studio. Oh! quanto da qui a non molto ti parrà di avere avvantaggiato sul resto degli uomini. Pieno delle idee matematiche, troverai nei fenomeni stessi più comuni, a cui il volgo non dona un sol pensiero, come nel giro di una ruota,