Pagina:Piola - Lettere di Evasio ad Uranio.djvu/28

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il patriarca degl’incerduli scettici. Finalmente accenno alcune espressioni, che possono essere male interpretate, ma che forse dagli autori saranno state poste innocentemente, e son quelle per cui spargesi qualche nebbia sulle luminose testimonianze rese alla Divinità da qualche grande ingegno, od anche dalle stesse cose inanimate. Così dopo che Newton ci ha fatta evidente quella Mano, che slanciò i pianeti secondo la tangente delle loro orbite, di tal forza di proiezione dicesi in quell’opera, che è il più gran monumento dell’analisi moderna: „La force de projection que ces corps peuvent étre supposés avoir reçue dans l’origine de choses.„ Così il nominar Dio, il Creatore, la Sapienza infinita, la Provvidenza regolatrice del mondo, come non mai stancavansi di fare i Galilei, i Leibnitz, gli Euleri, è ora ito tra i matematici in disuso, e ad ogni caso si sostituisce il nome più filosofico di Natura, e si dice la Natura che ha fatto, ha previsto, ha preordinato; la Natura che fa, che mantiene, che provvede ec., senza forse avvedersi che questa usanza è assai vecchia, e già riprovata da Seneca, il quale fin da’ suoi tempi scrivea ad uno che avea fatto questo scambio di vocaboli: „Non intelligis te mutare nomen Deo? Quid est enim aliud natura,