Pagina:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu/268

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 254 —

ora, dopo quello che è avvenuto tra te e me? Hai potuto sperarlo, rallegrartene?... Dio! Che ne hanno fatto dì me.... Che sono divenuta io? Mi hai aspettata; ci sono venuta, qua, in casa tua, coi miei piedi; e, ora che mi hai avuta, me ne posso pure andare da quell’altro?

— Come sospetti bassamente di me! — esclamò l’Alvignani, avvilito.

— Ah, io di te? E tu di me che pensi, se hai potuto sperare che.... Ma non sai il peggio ancora! Ah, la mia testa.... la mia povera testa....

E Marta si premette forte le tempie con le mani che le tremavano.

— Il peggio? — fece Gregorio Alvignani.

— Sì, sì: per me non c’è più scampo, ormai. Sappilo! La morte sola.

— Che dici?

— Sono perduta! M’hai perduta.... Sono venuta apposta per dirtelo.

— Perduta? Che dici? Spiegati!

— Perduta: non capisci? — gridò Marta. — Perduta.... perduta....

Gregorio Alvignani restò come basito, guardando fiso, con terrore, Marta, e balbettò:

— Ne sei certa?

— Certa, certa.... Come ingannarmi? — rispose ella, lasciandosi cadere su una seggiola. — Ah, per me è finita! Sono venuta per dirti questo.