Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/142

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Cotesti lavori sono da individui, ed uno solo dev’essere dichiarato legislatore. Inoltre, è una verità dimostrata all’evidenza da Romagnosi, che il giudizio di tutti i savii del mondo può essere erroneo nel sindacare il lavoro compito da un solo; quindi un congresso di delegati del popolo avrebbe l’incumbenza, non già di svolgere, di sopraccaricare di clausole ed emendamenti le leggi proposte, ma solo di verificare scrupolosamente se i principii immutabili, dichiarati base del patto sociale, vengano in qualche parte lesi da queste leggi. Fatto ciò pubblicarle; nè può andar più innanzi il potere del legislatore e del congresso; la nazione le adotterà se vorrà, e quando vorrà, non avendo il diritto di concedere ad uno o a pochi il potere d’impor le leggi: l’attuazione di esse è atto della sovranità, e la sovranità non può delegarsi. I concetti di un individuo possono definirsi i pensieri della nazione; è il modo di cui essa si vale a manifestare il suo concetto collettivo. Per la ragione medesima, che la sovranità non può abdicarsi o trasmettersi, non potrà determinarsi la durata delle funzioni del legislatore e del congresso; esse cesseranno, appena la nazione il vorrà; e la volontà del mandante dovendo costituire la legge del mandatario, ogni deputato non può essere che sempre revocabile da’ suoi elettori. L’imporsi per un dato tempo un governo o un’assemblea, è un assurdo, come lo è per un individuo il costringersi con un voto. È lo stesso che dichiarare la volontà e la determinazione di un momento arbitra e tiranna della volontà che progressivamente può manifestarsi in avvenire. Di qui i principii che seguono.

6.° Le leggi non possono imporsi, ma proporsi alla nazione.

7.° I mandatarii sono sempre revocabili dai mandanti.

Di più la natura stessa, che ha creato l’uomo indi-