Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/148

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Capitolo Quarto



XIII. Italia e Francia. — XIV. I partiti in Italia. — XV. Il comitato nazionale e Giuseppe Mazzini. — XVI. Insurrezione. — XVII. Dittatura.


XIII. Il volgo, il quale senza esaminare minutamente le cose, giudica dalla fallace apparenza di esse, considera la Francia e l’Inghilterra come le due nazioni, dalle quali debbono partire gli impulsi, che sospingeranno i popoli ad un migliore avvenire: quasichè la rigenerazione politica-sociale dipendesse dal progreso industriale di esse. Per non dilungarci soverchiamente su tale argomento, e perchè cotesta missione rigeneratrice si attribuisce alla Francia più che all’Inghilterra, noi faremo paragone fra la prima di queste due nazioni e l’Italia. La rivoluzione francese del 1789 fu una grandiosa esperienza, che mise a nudo la poca importanza delle varie forme di governo relativamente ai mali che la società ammiseriscono. Coloro che governarono quella rivoluzione, cercarono guarentire la libertà, proponendosi a modello Grecia e Roma, e mostrarono ignorare affatto quelle storie. Se con maggiore oculatezza avessero cercato le cagioni di quello splendore, le avrebbero scorte ne’ rapporti sociali, nello stato economico di que’ popoli, per cui legavasi strettamente l’utile pubblico al privato; ed in quelle forme di governo, credute origine d’ogni bene, avrebbero riscontrato la causa della non tarda ruina di quelle nazioni.